Bravo – Alfie Kohn

Tante sono le conseguenze controproducenti dell’apprendimento basato sulla competizione, l’individualismo, l’utilitarismo, di cui è impregnato il sistema scolastico.

Francesco Codello e Irene Stella nel libro che parla di scuole libertarie e democratiche – ‘Liberi di imparare’ –, suggeriscono che occorre distinguere percepire il risultato come strumento per ottenere un premio e quando invece il premio è il raggiungimento del risultato stesso.

C’è una differenza significativa tra il far sì che gli studenti pensino alla loro performance (cioè, quanto bene stiano facendo) e convincerli a pensare all’apprendimento stesso (cosa loro stanno facendo). Quando il punto è dimostrare quanto sei intelligente, per ottenere un buon voto o un punteggio elevato, c’è meno inclinazione a impegnarsi a fondo con le idee, a esplorare e scoprire. Pertanto, come argomenta Alfie Kohn, il problema è quanta attenzione viene prestata ai risultati. Fare in modo che gli studenti si preoccupino dei risultati può paradossalmente minare le motivazione ai processi di apprendimento.

Gli effetti collaterali dei voti tradizionali scolastici sono che gli studenti pensano meno in modo creativo, perdono interesse per ciò che stanno imparando e cercano di evitare compiti impegnativi. Il punto della scuola non è ottenere un voto alto dagli studenti, ma saper motivare per ottenere una valutazione particolare.

Il feedback può essere costruttivo e informativo, è un’elemento importante in un ambiente centrato sullo studente. Ciò che è importante ‘testare’ è ciò che ogni alunno sa fare con le conoscenze che possiede.

Essere bravo non significa essere come gli altri. (Bernardi)

La valutazione limita le potenzialità.

Bravo hai fatto un bel lavoro, però dovresti ….

Attento a quel particolare, bravo, riprova …

Hai finito, sei stato bravo, domani aggiungi …

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