I maestri – Italo Bassotto

Una bellissima riflessione di Italo Bassotto, Dirigente Miur e formatore, introduce il primo articolo per la continua ricerca di ragionamenti sull’educazione che mirano a rafforzare il pensiero di questo metodo scolastico. 

I suoi interrogativi nel testo riportano ad alcuni concetti chiave: 

Portare la vita in classe o la classe dove si gioca la vita?

Perché fare sforzi incredibili, spesso mal riusciti, di ricreare gli ambienti per la formazione culturale dentro le nostre aule scolastiche, o inventarsi dei laboratori che imitano (deformandoli) i luoghi “naturali” dove le culture si sviluppano e crescono fuori dalle scuole?

Perché costruire mondi artificiali a scuola, quando “fuori” ci sono quelli autentici che aspettano di incontrare le giovani menti degli studenti per costruire con loro i significati che tanto attirano la curiosità della ricerca?

Ma siamo proprio sicuri che i simboli (linguaggio, codici, segni internazionali…) siano gli strumenti più adeguati a capire il mondo?

L’educazione è un sistema aperto alla vita, racconta nel testo allegato, perché da un lato riceve gli stimoli verso i quali le coscienze si devono orientare e dall’altro trasmette impulsi etici e pragmatici per l’armonia sociale. C’è un tempo e uno spazio (detto scuola) che deve essere in mezzo alla vita. C’è bisogno di aumentare le garanzie di qualità e di efficacia delle azioni formative, aprendo al coinvolgimento collaborativo con la società adulta. Chi può fare questo?

I ‘Maestri’, con il loro talento e le loro qualità umane e morali. Sono il punto d’incontro degli apprendimenti, sono coloro i quali possono apparecchiare il tavolo imbandito di saperi e con saggezza nutrire gli studenti.

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