La presenza – Adriana Dell’Arte

La consapevolezza della propria solitudine è presupposto per la ricerca, la scoperta, la conoscenza, la condivisione del proprio Centro. L’educazione diventa un processo di tutela dello spazio, necessario all’emersione dei propri individuali ed unici talenti. L’educazione è il luogo di messa in relazione fra i vari Centri, e di scoperta di sè attraverso il rispecchiamento anche con altri Centri.
Come porsi di fronte ad un studente durante un processo educativo? Condividevo la strategia della Presenza e dunque poter lavorare anche a livelli diversi dal verbale, trasmesso attraverso l’esempio. Lavorare su elementi semplici come il respiro e la percezione corporea, il livello individuale e di relazione.

In questi termini, il confine tra l’attore e lo spettatore si sfuma molto. Chi tra lo studente e il maestro è l’attore e chi lo spettatore?

La dimensione della teatralità diventa una categoria antropologica utile ad inquadrare i processi e le dinamiche espressive. D’altronde la magia della comunicazione del teatro e della comprensione da parte del pubblico di quanto accade in scena è legata si al testo, ma anche alla qualità delle relazioni di scena costruite fra gli attori.  E’ la qualità delle relazioni si riferisce ancora una volta a quell’essere, prima che al ri-essere. In termini performativi queste premesse possono condurre all’eliminazione del confine fisico della scena e alla costruzione di azioni performative basate proprio sulla relazione. Si tratta forse di avvicinarsi nuovamente alla dimensione del rito, più che a quella teatrale classicamente intesa. Nel rito nessuno dei presenti può permettersi una dimensione “passiva”, altrimenti il rito non funziona.

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