I compiti – Maurizio Parodi

“Un tempo pieno di cosa?” è la risposta pubblica del Dirigente Scolastico Maurizio Parodi, promotore della campagna ‘Basta compiti!’ , che fornisce una lettura particolare sul tempo scolastico.

Riferendosi a questioni politiche sul tempo pieno nella scuola primaria lo definisce come snaturato e riempito di vuoto pedagogico. Un tempo dove non c’è traccia di connessione tra teoria e prassi, nel quale manca l’approccio olistico, l’assetto laboratoriale, la valorizzazione dei soggetti in apprendimento, la ricerca come alternativa all’insegnamento, la cooperazione tra gli studenti e tra i docenti , assistendo a suo dire al mero prolungamento dell’orario scolastico senza alcuna qualificazione apprezzabile dell’offerta formativa.

Nella sua descrizione risalta la tendenza scolastica di parcellizzare del sapere, una frantumazione innaturale e controproducente degli apprendimenti che ostacola il processo di crescita non solo cognitiva dei bambini. Ritiene che è stato voluto secondarizzare la scuola, in questo caso la scuola primaria, procedendo a una manomissione pedagogicamente degradante di pratiche non di rado eccellenti. Prolungare l’esposizione a una didattica impropria non può che peggiorare la condizione degli studenti, un’alimentazione forzata senza consapevolezza.

Descrive un tempo scolastico subordinato all’imposizione cattedratica delle attività, in una comunicazione unidirezionale e con immobilità degli studenti.

La sua petizione sui compiti a casa è coraggiosa e potente, perché smuove quell’idea di far comprendere come le attività scolastiche e non siano di proprietà della scuola. Se tali attività seguono la didattica può essere corretto il suo uso, ma se tali attività abusano di un tempo non scolastico allora è giusto e corretto organizzare questo tempo in modo che lo studente sia consapevole e didatticamente istruito nel imparare ad imparare, non nel delegare a se stesso o ad altri la responsabilità dell’istruzione scolastica. Ciò vale anche per tutte le altre attività extrascolastiche, ma pedagogicamente di responsabilità della scuola, per le quali è necessario organizzare il tempo all’interno della didattica scolastica.

Laddove manca qualcosa è compito dell’insegnante colmare questo vuoto temporale, è compito della scuola riempire il vuoto pedagogico e riprendere la responsabilità educativa.

http://www.bastacompiti.it/

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