Non esistono in questa idea progettuale differenze tra apprendimenti formali, non formali e informali. Tutti gli apprendimenti concorrono allo sviluppo della persona in quanto unità mente e corpo.

È necessario vedere la scuola, non più come una singola e distaccata fase di apprendimento formale, ma capace nella pratica di relazionare le discipline scolastiche propriamente dette con le discipline considerate extrascolastiche, legate ad esperienze motorie ed agli apprendimenti informali fonte inesauribile di esperienze.

Il ruolo delle esperienze, soprattutto delle attività motorie, sportive, musicali, artistiche in generale, sono nella fase scolastica il più grande strumento educativo, indispensabili per la realizzazione degli obiettivi formativi previsti dai criteri Ministeriali.

Demandare, delegare, lasciare ad altri differenti funzioni educative, tolgono alla scuola il ruolo centrale di primaria istruzione, ‘disperdendo’ così sia la qualità di insegnamento sia le qualità di apprendimento. La scuola deve essere capace di progettare e attivare tutte le richieste, esigenze e bisogni educativi dei propri studenti ed anche delle parti interessate coinvolte. La Scuola così intesa sarà in grado di offrire tutti i saperi necessari allo studente per la sua formazione.